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Finanziamenti

I finanziamenti di cessione del quinto sono cresciuti dell’11,6%. L’importo medio richiesto dagli italiani è di € 15.700,00

I finanziamenti di cessione del quinto in crescita dell’11,6%. Altro aspetto interessante legato a questa particolare tipologia di prestito è la motivazione che induce gran parte degli italiani a richiederla. Per il 37,9%, infatti, si cerca una cessione del quinto per il consolidamento debiti. In seconda posizione le richieste per ottenimento di liquidità (33,9%). Al terzo posto, troviamo coloro che cercano una cessione per ristrutturare casa (8,9%).

Dallo studio di Facile.it e Prestiti.it che hanno analizzato 20.000 domande di cessione presentate da gennaio ad ottobre 2017, emerge che l’importo medio richiesto è di € 15.751,00. Il piano di restituzione è di circa 8 anni, per la precisione 94 rate. Lo stipendio medio del richiedente è di € 1.513,00. Nel 73,8% dei casi a presentare la domanda di finanziamento è un uomo. 

Indicazioni interessanti emergono anche dalla distribuzione geografica delle domande. In testa alla classifica troviamo la Lombardia (16,86%). Seconda posizione per il Lazio (13,68%). Terza piazza per la Campania (9,61%). E’ l’Umbria la regione in cui si richiedono gli importi maggiori (€ 16.647,00). A seguire la Sicilia (€ 16.445,00), la Puglia (€ 16.408,00), Sardegna (€ 16.383,00), Basilicata (€ 16.286,00) e Friuli Venezia Giulia (€ 16.025,00). La regione in cui l’importo medio richiesto si presenta più basso, infine, è la Valle d’Aosta (€ 14.632,00). 

Gli ultimi dati rivelano che il mutuo variabile con Cap è in crescita: andiamo a vedere in cosa consiste questa particolare forma di mutuo

Proprio ieri, nella nostra news sull’andamento mutui Agosto 2017, abbiamo parlato della crescita di quelle forme di mutuo differenti da quelle tradizionali. Si tratta di mutui che prevedono piani di ammortamento, per così dire, ibridi. Rappresentano, dunque, una sorta di compromesso tra mutui a tasso fisso e mutui a tasso variabile. Essi sono il mutuo a tasso misto e il mutuo variabile con Cap. Il nostro approfondimento odierno è dedicato proprio al mutuo a tasso variabile con Cap.

Che cos’è

Il mutuo a tasso variabile con Cap è un mutuo a tasso variabile con una piccola differenza rispetto a quest’ultimo. Innanzitutto, precisiamo che un mutuo a tasso variabile prevede che i tassi d’interesse sul finanziamento possano variare. Tutto ciò può incidere sull’aumento o sulla diminuzione della rata mensile da pagare. Tutto dipende dall’andamento del mercato finanziario. Cosa determinato la crescita o il calo del tasso d’interesse? Parametro di riferimento sia per il variabile con Cap che per il mutuo variabile tradizionale è l’Euribor. Trattasi di un tasso che la Banca d’Italia provvede a stabilire ogni tre mesi.

I vantaggi

Ma qual è il valore aggiunto di ottenere un mutuo variabile con Cap? Il vantaggio sta nel poter fissare una soglia massima relativamente ai tassi. E’ un’opzione a tutela del consumatore che, dunque, con tale formula, si mette al riparo da possibili future sgradite sorprese. Quindi, anche nel caso in cui il tasso dovesse superare quella soglia, il cliente non ne sarà interessato e avrà valenza, nel calcolo degli interessi e delle successive rate, soltanto il tetto prestabilito. 

Conclusione

In definitiva, il mutuo variabile con Cap può rappresentare una buona soluzione per chi voglia usufruire dei vantaggi del mutuo a tasso variabile, evitando che possibili oscillazioni dei tassi verso l’alto possano mettere in pericolo la restituzione del finanziamento.

 

Novità sul fronte Iscrizione Oam: nel 2018 le quote per iscriversi presso l’Organismo Agenti e Mediatori Creditizi saranno ridotte del 10%

Novità importante per quanto concerne l’iscrizione OAM 2018. L’Organismo degli Agenti e dei Mediatori Creditizi rende noto che il comitato di gestione OAM ha provveduto a rimodulare le quote di iscrizione. Prevista, infatti, una riduzione del 10% dei contributi a carico di agenti persone fisiche e dei collaboratori delle persone giuridiche. In una nota, l’Oam chiarisce che “questa decisione conferma la gestione strettamente correlata ai costi del bilancio dell’Organismo”. Nella tabella sottostante è possibile dare un’occhiata all’ammontare dei contributi per il 2017 e per il 2018.