Mediatore creditizio OAM M384 Intermediario assicurativo IVASS sez. E AI dichiarata e supervisionata (AI Act) Credito ai consumatori CCD2 Dati protetti GDPR Come applichiamo le norme
×
Caricamento sicuro...
Articolo

Credito alle imprese 2026: i prestiti crescono del 4,1% ma per le piccole imprese costano il 23% in più. Come pagarli meno

28 settembre 2026 Analisi 16 min 9
Credito alle imprese 2026: i prestiti crescono del 4,1% ma per le piccole imprese costano il 23% in più. Come pagarli meno

Il credito alle imprese è tornato a crescere, ma non per tutti allo stesso prezzo. A luglio 2026 i prestiti alle società non finanziarie sono aumentati del 4,1% su base annua, in accelerazione rispetto al 3,2% di giugno. Dietro la buona notizia c'è però un divario che pesa su milioni di piccole imprese e partite IVA: chi chiede meno, paga di più.

I numeri: il credito cresce, lo spread dimensionale resta

Secondo i dati della Banca d'Italia ripresi dalla stampa specializzata, il tasso medio sui nuovi finanziamenti fino a 1 milione di euro si è attestato al 4,37%, contro il 3,55% dei prestiti di importo superiore. Sono 0,82 punti di differenza: in termini relativi, un finanziamento di taglio piccolo costa circa il 23% in più.

Quanto costa un nuovo prestito all'impresaTasso medio sui nuovi finanziamenti, luglio 2026Fino a 1 milione di euro4,37%Oltre 1 milione di euro3,55%Differenza: +0,82 punti, circa il 23% in più per i prestiti di taglio piccolo. Fonte: dati Banca d'Italia
Grafico Credit-One su dati Banca d'Italia, luglio 2026.

È una distanza che non nasce oggi. Secondo Confartigianato, tra il 2019 e marzo 2026 i finanziamenti alle piccole imprese si sono ridotti di 34 miliardi di euro (−25,9%), e per le imprese artigiane il calo ha raggiunto il 39,3%. Le stesse elaborazioni mostrano tassi per le piccole imprese che vanno dal 6,5% di Bolzano al 10,6% della Sardegna, a fronte di una media del 4,97% per l'insieme delle imprese.

Il costo del credito cambia da territorio a territorioTasso per le piccole imprese a confronto con la media di tutte le impreseMedia tutte le imprese4,97%Piccole imprese, Bolzano6,5%Piccole imprese, Sardegna10,6%
Grafico Credit-One su dati Confartigianato.

Perché il credito piccolo costa di più

Non è solo una questione di rischio. Per una banca il costo di istruire una pratica da 30.000 euro è simile a quello di una da 3 milioni: sugli importi piccoli pesa in proporzione molto di più. A questo si aggiungono tre fattori tipici delle micro e piccole imprese:

  • Informazioni incomplete: bilanci semplificati, situazioni contabili non aggiornate, progetti non documentati. Meno la banca vede, più alza il prezzo o chiede garanzie.
  • Garanzie reali scarse: senza immobili o patrimonio da offrire, la banca prezza il rischio sul tasso.
  • Un solo interlocutore: molte piccole imprese chiedono credito solo alla propria banca, senza confrontare alternative.

Il contesto monetario non aiuta: con il rialzo deciso dalla BCE il 10 settembre, il tasso sui depositi è salito al 2,50% dal 16 settembre, e le banche tendono a trasferire i rialzi prima sui finanziamenti a tasso variabile e sui nuovi contratti.

Imprenditore e consulente analizzano un finanziamento per la piccola impresa

Sette leve concrete per pagare meno il credito nel 2026

1. Usare il Fondo di Garanzia PMI finché le regole sono queste

Le regole del Fondo di Garanzia per le PMI sono prorogate fino al 31 dicembre 2026: copertura fino all'80% per gli investimenti e fino al 50% per la liquidità, fino a 5 milioni per impresa, gratuita per le microimprese. Una garanzia pubblica riduce il rischio della banca e, di conseguenza, il margine che applica. Per chi ha investimenti in programma, i prossimi tre mesi sono una finestra da non sprecare.

2. Confrontare più canali, non solo la propria banca

Banche tradizionali, banche digitali, intermediari finanziari art. 106 TUB e operatori di microcredito hanno politiche e prezzi molto diversi per lo stesso profilo. Il confronto è il modo più diretto per ridurre il divario dimensionale: è esattamente il lavoro di un mediatore creditizio.

3. Presentare un dossier che la banca non debba «indovinare»

Situazione contabile aggiornata, Centrale Rischi letta e spiegata, piano degli investimenti con preventivi: una pratica completa riduce l'incertezza e quindi il prezzo. La checklist dei documenti è il punto di partenza.

4. Separare il circolante dagli investimenti

Finanziare il magazzino o i ritardi di incasso con un mutuo chirografario è spesso la scelta più cara. Per il capitale circolante il factoring e l'anticipo fatture spostano il rischio sulla qualità dei clienti che devono pagare, non solo sull'impresa.

5. Macchinari e mezzi: leasing, Nuova Sabatini e iperammortamento

Per i beni strumentali il leasing e il finanziamento con contributo Nuova Sabatini abbassano il costo effettivo; per i beni 4.0 si aggiunge l'iperammortamento 2026-2028, da verificare con il commercialista.

6. Sotto i 50.000 euro, valutare il microcredito

Per micro imprese e nuove attività il microcredito d'impresa con garanzia del Fondo PMI permette di finanziare attrezzature e avvio senza garanzie reali, con servizi di accompagnamento obbligatori.

7. Controllare TAEG e soglie antiusura

Il tasso nominale non dice tutto: commissioni, spese e polizze entrano nel TAEG. Confrontare le offerte sul TAEG e verificarlo rispetto ai tassi soglia antiusura in vigore è una tutela in più, soprattutto sui prestiti di importo contenuto.

Anticipo fatture e factoring per il capitale circolante della piccola impresa

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

La crescita dei prestiti nei mesi estivi indica che il credito ha ripreso a circolare, trainato anche dagli investimenti in tecnologia: secondo la BCE, il credito legato all'intelligenza artificiale spiega già circa un quarto della crescita dei prestiti alle imprese nell'area euro. Per le piccole imprese, però, la partita si gioca su due fronti: arrivare prima del 31 dicembre con i progetti che possono sfruttare le attuali regole del Fondo di Garanzia, e presentarsi alle banche preparate, con più alternative sul tavolo.

In sintesi

  • Prestiti alle imprese in crescita: +4,1% a luglio 2026.
  • Nuovi prestiti fino a 1 milione al 4,37%, oltre 1 milione al 3,55%.
  • Credito alle piccole imprese −34 miliardi dal 2019.
  • Leve principali: Fondo di Garanzia PMI entro il 31/12/2026, confronto tra più canali, dossier completo, strumento giusto per ogni fabbisogno.

Fonti: dati Banca d'Italia sui tassi e sui prestiti alle società non finanziarie (luglio 2026), elaborazioni Confartigianato (2019 – marzo 2026), come riportati da Giornale Partite IVA il 28 settembre 2026; decisione di politica monetaria BCE del 10 settembre 2026.

Vuoi capire quanto può costarti il credito e quali canali sono percorribili per la tua impresa? Richiedi l'analisi gratuita: un analista Credit-One confronta per te banche, intermediari e garanzie pubbliche.

Domande frequenti

Quanto costa oggi un prestito a una piccola impresa?

A luglio 2026 il tasso medio sui nuovi finanziamenti fino a 1 milione di euro è stato del 4,37%, contro il 3,55% dei prestiti oltre 1 milione. Per le piccole imprese i tassi variano molto sul territorio: secondo Confartigianato dal 6,5% di Bolzano al 10,6% della Sardegna.

Perché i prestiti piccoli costano di più?

Perché i costi di istruttoria pesano di più sugli importi piccoli, le informazioni disponibili sono spesso incomplete e le piccole imprese hanno meno garanzie reali. Confrontare più canali e presentare un dossier completo riduce il divario.

Conviene usare il Fondo di Garanzia PMI nel 2026?

Sì, se l'impresa ha i requisiti: le regole attuali, con copertura fino all'80% per gli investimenti e fino al 50% per la liquidità, sono prorogate fino al 31 dicembre 2026. La garanzia pubblica riduce il rischio della banca e può migliorare le condizioni.

Il credito alle imprese sta crescendo?

Sì: a luglio 2026 i prestiti alle società non finanziarie sono cresciuti del 4,1% su base annua, dopo il +3,2% di giugno.

Vuoi pagare meno il credito della tua impresa? Un analista Credit-One confronta per te banche, intermediari e garanzie pubbliche. L'analisi è gratuita.

Richiedi l'analisi gratuita →

Credit-One S.p.A. è un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM al n. M384. Il contenuto ha finalità informative e non costituisce offerta al pubblico né consulenza personalizzata: la concessione di qualsiasi finanziamento è subordinata alla valutazione della banca o dell'intermediario erogante.

Tags
credito alle imprese 2026 tassi prestiti piccole imprese costo del credito finanziamenti PMI fondo di garanzia pmi 2026 prestiti alle imprese luglio 2026 finanziamento piccole imprese BCE tassi
Condividi
Ciao, sono ONE 👋
Posso aiutarti a trovare il credito giusto o a seguire la tua pratica.