- Il microcredito d'impresa è un finanziamento fino a 75.000 euro (100.000 per le SRL nei casi previsti), senza garanzie reali, accompagnato per legge da servizi di assistenza e monitoraggio e sostenuto dalla garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI fino all'80%.
- È pensato per chi ha un progetto solido ma non ha ancora la storia creditizia o il patrimonio che le banche chiedono di solito: nuove partite IVA, artigiani, commercianti, professionisti, piccole società e cooperative.
- Dal 2016, anno in cui è diventata società per azioni, Credit-One affianca le microimprese con un metodo in cinque tappe: analisi gratuita, costruzione del progetto, scelta del canale, istruttoria e tutoraggio.
- Credit-One è un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM al n. M384: non eroga credito e non garantisce l'esito, ma prepara la pratica perché arrivi a chi decide nel modo più chiaro e completo possibile.
In Italia le microimprese sono la grande maggioranza del tessuto produttivo: botteghe, studi professionali, laboratori, negozi di vicinato, piccole attività di servizi che ogni giorno creano lavoro e tengono vive le comunità. Eppure sono proprio loro a incontrare le difficoltà maggiori quando chiedono credito. Non perché i loro progetti valgano meno, ma perché spesso mancano gli elementi che i modelli bancari tradizionali cercano per primi: bilanci consolidati, garanzie reali, una lunga storia in Centrale Rischi.
Il microcredito nasce per colmare esattamente questo vuoto. E da dieci anni è uno dei pilastri del lavoro di Credit-One S.p.A. In questo approfondimento raccontiamo come funziona oggi il mondo del microcredito, che cosa è cambiato nelle regole, e come accompagniamo concretamente le microimprese dal primo colloquio fino all'ultima rata.
Che cos'è il microcredito d'impresa, in parole semplici
Il microcredito è un finanziamento di importo contenuto, destinato ad avviare o sviluppare un'attività di lavoro autonomo o di microimpresa. La sua disciplina è nell'articolo 111 del Testo Unico Bancario e nel decreto attuativo del Ministero dell'Economia (D.M. 176/2014, aggiornato dal D.M. 211/2023), con il contributo dell'Ente Nazionale per il Microcredito, che ne promuove e ne vigila la qualità dei servizi di accompagnamento.
Tre caratteristiche lo distinguono da un normale prestito d'impresa:
- Nessuna garanzia reale. Non si chiedono ipoteche o pegni: il cuore della valutazione è la sostenibilità del progetto.
- Servizi ausiliari obbligatori. Il finanziamento è sempre affiancato da servizi di assistenza e monitoraggio: supporto nella definizione della strategia, formazione su gestione e contabilità, marketing, organizzazione, verifica dell'andamento durante il rimborso. Non è un di più: è una condizione prevista dalla legge.
- Una garanzia pubblica. Le operazioni di microcredito possono essere assistite dal Fondo di Garanzia per le PMI, gestito da Mediocredito Centrale, con una copertura che può arrivare all'80% a favore di chi eroga. È il Fondo a rendere sostenibile il rischio per il finanziatore; la decisione sul credito resta comunque di chi eroga.
Importante chiarire anche che cosa il microcredito non è: non è un contributo a fondo perduto e non è un prestito a tasso zero. È un finanziamento a condizioni di mercato, reso accessibile dalla garanzia pubblica e reso più solido dal tutoraggio.
Come sono cambiate le regole del microcredito
Negli ultimi anni il microcredito è diventato uno strumento più ampio e più flessibile. Il passaggio più importante è arrivato con la Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021), che ha innalzato l'importo massimo finanziabile da 40.000 a 75.000 euro, con la possibilità di arrivare a 100.000 euro per le società a responsabilità limitata nei casi previsti dalla normativa. Il successivo aggiornamento del decreto attuativo, nel 2023, ha rivisto diversi aspetti operativi della disciplina.
Il risultato è che oggi con il microcredito si possono finanziare progetti più strutturati di un tempo: l'allestimento completo di un locale, l'acquisto di macchinari e attrezzature, un primo mezzo aziendale, le scorte iniziali, la liquidità collegata al ciclo produttivo, la formazione necessaria ad avviare l'attività.
| Elemento | Microcredito d'impresa | Finanziamento bancario ordinario |
|---|---|---|
| Importo | Fino a 75.000 € (100.000 € per le SRL nei casi previsti) | Variabile, in base al merito creditizio |
| Garanzie reali | Non richieste | Spesso richieste o sostituite da garanzie personali |
| Storia creditizia | Non indispensabile: pesa il progetto | Molto rilevante |
| Garanzia pubblica | Fondo di Garanzia PMI fino all'80% | Possibile, con coperture diverse |
| Accompagnamento | Tutoraggio obbligatorio per legge | Non previsto |
| Destinatari | Microimprese e partite IVA giovani | Tutte le imprese |
A chi si rivolge: i requisiti della microimpresa
Il microcredito d'impresa è riservato a chi è all'inizio del proprio percorso o si trova ancora nella dimensione della microimpresa. In base al decreto attuativo, possono accedere ditte individuali, lavoratori autonomi e professionisti, società di persone, società a responsabilità limitata semplificata e cooperative, con alcune condizioni di fondo:
- partita IVA attiva da non più di cinque anni al momento della richiesta;
- limiti dimensionali: attivo patrimoniale fino a 300.000 euro, ricavi lordi fino a 200.000 euro e livello di indebitamento fino a 100.000 euro, oltre a un numero contenuto di dipendenti;
- finalità coerenti con la legge: acquisto di beni e servizi strumentali all'attività, pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti o soci lavoratori, formazione, liquidità legata al ciclo produttivo.
Sono soglie che vanno sempre verificate sulla normativa in vigore al momento della domanda e sui criteri di ogni operatore. È proprio qui che un'analisi preliminare fa la differenza: capire prima se il progetto rientra nel perimetro evita settimane perse e domande destinate a un diniego.
Credit-One e le microimprese: dieci anni di lavoro sul campo
La storia di Credit-One comincia nel 2006 come attività di consulenza al credito. Nel 2016 la società si trasforma in Credit-One S.p.A., con sede a Roma in Piazza del Popolo, e da quel momento struttura la propria attività su tre divisioni: Finanza Agevolata, Microcredito e Consulenza alle Imprese. La scelta di dedicare una divisione al microcredito non è stata casuale: nelle microimprese vedevamo, e vediamo ancora oggi, la parte dell'economia che ha più bisogno di un interlocutore competente e meno ne trova.
In questi anni abbiamo costruito una rete nazionale di oltre 300 collaboratori e affiancato più di 2.000 clienti. Dal 2019 molti dei nostri consulenti hanno seguito il percorso per operare come tutor del microcredito secondo gli standard dell'Ente Nazionale per il Microcredito, così da poter accompagnare il progetto non solo fino all'erogazione, ma lungo tutto il periodo di rimborso. Oggi l'attività dedicata alle microimprese si presenta anche con il marchio Microcredito Italia, un marchio di Credit-One S.p.A.
Il metodo Credit-One in cinque tappe
1. L'analisi gratuita: prima di tutto, capire
Ogni percorso parte da un colloquio e da un'analisi gratuita della posizione. Verifichiamo se il progetto rientra nei requisiti del microcredito, quanto vale davvero il fabbisogno, se la rata è sostenibile rispetto ai flussi attesi, com'è la posizione personale in Centrale Rischi e nei sistemi di informazione creditizia. Se il microcredito non è lo strumento giusto lo diciamo subito, e indichiamo le alternative più adatte, dalla finanza agevolata ai finanziamenti garantiti.
2. Il progetto: numeri chiari, obiettivi realistici
Chi finanzia un microcredito finanzia soprattutto una persona e un'idea. Per questo aiutiamo l'imprenditore a trasformare l'idea in un piano d'impresa leggibile: che cosa si vende e a chi, quanto costa partire, in quanto tempo l'attività si sostiene, quali sono i rischi e come si gestiscono. Raccogliamo preventivi coerenti, verifichiamo i documenti, controlliamo che ogni numero sia spiegabile. Un progetto ben costruito è già metà del risultato.
3. La scelta del canale
Il microcredito può essere erogato dagli operatori iscritti nell'apposito elenco ex art. 111 TUB e da banche e intermediari finanziari, anche nell'ambito delle convenzioni promosse con l'Ente Nazionale per il Microcredito. Ogni canale ha requisiti, tempi e prassi diverse. Il nostro compito è indirizzare la pratica verso l'interlocutore più coerente con il profilo dell'impresa, evitando richieste multiple e dispersive.
4. L'istruttoria: completezza e trasparenza
Una pratica incompleta è la prima causa di ritardi. Su HumanX, la piattaforma proprietaria di Credit-One, ogni documento viene letto, verificato e ordinato; i controlli di coerenza segnalano subito date scadute, dati mancanti o incongruenze. L'imprenditore segue lo stato della pratica dalla propria area riservata, carica i documenti anche da smartphone e ha sempre un analista di riferimento. La valutazione finale e l'eventuale ammissione alla garanzia del Fondo restano di chi eroga e del gestore del Fondo.
5. Il tutoraggio: il finanziamento non finisce con l'erogazione
È la tappa che distingue davvero il microcredito. Nei mesi successivi all'erogazione l'impresa viene affiancata nel monitoraggio dell'andamento, nella gestione della liquidità, nelle prime scelte organizzative e commerciali. È un accompagnamento che riduce il rischio di difficoltà nel rimborso e, soprattutto, aiuta l'attività a crescere su basi solide, fino al momento in cui potrà accedere al credito ordinario con una storia creditizia positiva alle spalle.
Hai un progetto e vuoi sapere se rientra nel microcredito? In pochi minuti ci racconti la tua idea: un analista Credit-One verifica gratuitamente requisiti, importo e sostenibilità.
Tre storie tipo: a chi serve il microcredito
Per rendere concreto il discorso, ecco tre situazioni che incontriamo spesso. Sono esempi illustrativi, non casi reali né promesse di risultato.
- L'artigiana che apre il laboratorio. Ha esperienza da dipendente e una clientela potenziale, ma nessuna storia come impresa. Con il microcredito finanzia attrezzature e allestimento; il tutor la aiuta a impostare prezzi e contabilità nel primo anno.
- Il professionista che si mette in proprio. Una partita IVA giovane, un investimento in strumenti e software, un periodo iniziale in cui i ricavi crescono gradualmente. Il microcredito copre l'investimento e una quota di liquidità collegata all'avvio.
- La piccola società che vuole crescere. Un negozio o un'attività di servizi con due o tre anni di vita, che deve ammodernare i locali o assumere. Il microcredito permette di fare il passo senza ricorrere a garanzie personali pesanti.
Errori da evitare quando si chiede un microcredito
- Presentare un'idea senza numeri. Entusiasmo e competenza contano, ma senza preventivi, stime di ricavo e costi fissi il progetto non è valutabile.
- Sovrastimare l'importo. Chiedere il massimo "per sicurezza" può rendere la rata insostenibile e indebolire la domanda. Si chiede ciò che serve, motivato voce per voce.
- Trascurare la posizione personale. Ritardi o segnalazioni pregresse pesano anche sul microcredito: vanno conosciuti e, se possibile, sistemati prima.
- Diffidare di chi promette l'approvazione. Nessun consulente serio può garantire l'esito: la decisione spetta sempre a chi eroga. Diffida anche di chi chiede somme anticipate per "sbloccare" la pratica.
- Considerare il tutoraggio una formalità. È una risorsa: usarla bene migliora i risultati dell'impresa e la sua reputazione verso il sistema bancario.
Checklist: che cosa preparare per il primo colloquio
- Documento d'identità e codice fiscale del titolare o dei soci;
- visura camerale aggiornata, se l'impresa è già costituita;
- descrizione dell'idea o dell'attività, anche sintetica;
- preventivi dei beni e servizi da acquistare;
- estratti conto recenti e, per le attività avviate, ultime dichiarazioni o bilanci;
- una prima stima di ricavi e costi dei prossimi dodici mesi.
Non serve avere tutto pronto al primo contatto: il lavoro di squadra con l'analista serve proprio a completare il quadro nel modo corretto.
Per approfondire: la guida a requisiti e importi del microcredito, come prepararsi se sei una startup o una nuova partita IVA, perché il tutoraggio fa la differenza e che cosa cambia con la riforma del Fondo di Garanzia dal 2027.
Perché il microcredito conta, oggi più che mai
In una fase in cui le banche sono più selettive e il costo del denaro è tornato a pesare, il microcredito resta uno dei pochi strumenti pensati per dare accesso al credito a chi ha competenze e idee ma non ancora patrimonio. Per il Paese significa nuova occupazione, servizi di prossimità, imprese che nascono anche dove il credito arriva con più fatica. Per l'imprenditore significa poter partire con un finanziamento adeguato e con qualcuno al proprio fianco.
È il motivo per cui, dal 2016, continuiamo a investire in questo lavoro: formare consulenti preparati, costruire strumenti digitali che rendono le pratiche più rapide e trasparenti, mantenere un dialogo costante con gli operatori del settore. Perché ogni microimpresa che nasce bene è una piccola storia di sviluppo che vale la pena accompagnare.
Domande frequenti sul microcredito
Quanto si può ottenere con il microcredito d'impresa?
L'importo massimo previsto dall'art. 111 del Testo Unico Bancario è di 75.000 euro, elevato dalla Legge di Bilancio 2022 rispetto ai precedenti 40.000. Per le società a responsabilità limitata si può arrivare a 100.000 euro nei casi previsti dalla normativa. L'importo effettivo dipende dal progetto e dalla sua sostenibilità.
Servono garanzie per ottenere un microcredito?
Non sono richieste garanzie reali come ipoteche o pegni. Le operazioni possono essere assistite dalla garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI, fino all'80%, rilasciata a favore di chi eroga. La valutazione si concentra sulla qualità del progetto e sulla capacità di rimborso.
Chi può chiedere il microcredito?
Ditte individuali, lavoratori autonomi e professionisti, società di persone, SRLS e cooperative con partita IVA da non più di cinque anni e dimensioni da microimpresa: limiti su attivo, ricavi, indebitamento e dipendenti. I requisiti vanno verificati sulla normativa vigente al momento della domanda.
Che cos'è il tutoraggio nel microcredito?
Sono i servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio che la legge rende obbligatori: supporto nella definizione della strategia, nella gestione contabile e commerciale e verifica dell'andamento durante il rimborso. Servono a ridurre il rischio e ad aiutare l'impresa a crescere su basi solide.
Credit-One eroga direttamente il microcredito?
No. Credit-One S.p.A. è un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM al n. M384 e non eroga credito. Analizza gratuitamente il progetto, prepara la documentazione, individua il canale più adatto tra operatori di microcredito e banche e segue la pratica. La decisione spetta sempre a chi eroga.
Quanto tempo serve per ottenere una risposta?
I tempi dipendono dall'operatore, dalla completezza dei documenti e dall'eventuale istruttoria per la garanzia del Fondo. Nessuno può garantire tempi certi. Una pratica completa e ordinata fin dall'inizio, però, riduce in modo significativo richieste di integrazione e ritardi.
Hai un progetto da avviare o far crescere? Raccontaci la tua idea: un analista Credit-One verifica gratuitamente se rientra nel microcredito, l'importo sostenibile e il canale più adatto, e ti accompagna fino all'erogazione e oltre.
Credit-One S.p.A. è un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM al n. M384. Il contenuto ha finalità informative e non costituisce offerta al pubblico né consulenza personalizzata: la concessione di qualsiasi finanziamento è subordinata alla valutazione della banca o dell'intermediario erogante.
