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Guida alla bancabilità e alla Centrale Rischi

Come ti vede la banca prima ancora di incontrarti, e come migliorare il tuo profilo di credito.

Edizione ottobre 2026 · aggiornata al 08/10/2026 · www.credit-one.it/biblioteca
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Guida alla bancabilità e alla Centrale Rischi

Come ti vede la banca prima ancora di incontrarti, e come migliorare il tuo profilo di credito.

28 minuti di lettura 9 capitoli Aggiornata al 08/10/2026
Biblioteca Credit-One
Guida alla bancabilità e alla Centrale Rischi
Edizione 2026 · OAM M384

Capitolo 1Cos'è davvero la bancabilità

Ogni giorno una banca italiana riceve centinaia di richieste di credito e deve rispondere a una sola domanda: questo cliente ci restituirà i soldi, nei tempi pattuiti? La bancabilità è la risposta che ti sei già guadagnato – o giocato – prima ancora di entrare in filiale.

In termini tecnici, la bancabilità è l'attitudine di un'impresa o di una persona a ottenere credito dal sistema bancario a condizioni sostenibili. Non è un giudizio morale e non coincide con il fatturato o con il reddito: un'azienda da 20 milioni può essere poco bancabile, una piccola ditta individuale può esserlo moltissimo. Dipende da come i tuoi numeri, i tuoi comportamenti e le tue garanzie appaiono agli occhi di chi deve prestarti denaro.

La buona notizia è che la bancabilità si costruisce. Quasi tutti gli elementi che la determinano sono osservabili, misurabili e migliorabili in un arco di tempo che va da poche settimane a un anno. Questa guida ti mostra quali sono, dove la banca li legge e come lavorarci.

In questa guida imparerai
  • i cinque pilastri su cui la banca costruisce il tuo giudizio;
  • come scaricare e leggere la Centrale Rischi di Banca d'Italia, riga per riga;
  • la differenza tra Centrale Rischi e sistemi privati come CRIF, e quanto restano le segnalazioni;
  • gli indicatori numerici che decidono un fido;
  • i dieci errori più comuni e un piano in 90 giorni per migliorare il tuo profilo.

Capitolo 2Come ti valuta la banca: i cinque pilastri

Ogni istituto ha il proprio modello di rating, ma tutti combinano, con pesi diversi, cinque famiglie di informazioni. Conoscerle ti permette di capire dove sei forte e dove sei esposto.

1. Capacità di rimborso

È il pilastro più importante. Per un'impresa significa generare abbastanza flusso di cassa per pagare le rate dei debiti; per un privato significa avere un reddito stabile e sufficiente rispetto agli impegni. La banca non presta sulla base del patrimonio, ma sulla base della cassa futura.

2. Solidità patrimoniale

Quanto capitale proprio c'è nell'impresa rispetto ai debiti, quanto è indebitata la famiglia rispetto ai propri beni. Un patrimonio netto robusto assorbe gli imprevisti e segnala che il titolare «ha la pelle in gioco».

3. Andamentale

È il modo in cui gestisci i rapporti di credito che hai già: sconfinamenti, ritardi, insoluti, utilizzo costantemente al limite. Pesa molto nei modelli automatici perché è aggiornato ogni mese, mentre il bilancio arriva una volta l'anno. La fonte principale è la Centrale Rischi.

4. Garanzie

Ipoteche, pegni, fideiussioni, garanzie pubbliche come il Fondo PMI. Non trasformano una richiesta debole in una buona, ma riducono la perdita attesa della banca e quindi il capitale che deve accantonare: per questo migliorano tasso e probabilità di approvazione.

5. Elementi qualitativi

Settore, esperienza dei soci, concentrazione dei clienti, qualità delle informazioni fornite, chiarezza del progetto. Una pratica ordinata e un imprenditore che conosce i propri numeri spostano più di quanto si creda.

Il punto chiave. I pilastri 1 e 3 – capacità di rimborso e andamentale – sono quelli su cui puoi agire più rapidamente. Un bilancio si migliora in un anno; un andamentale pulito si costruisce in tre mesi.

Capitolo 3La Centrale Rischi: cos'è e come si richiede

La Centrale dei Rischi è un archivio gestito dalla Banca d'Italia in cui banche e intermediari finanziari segnalano, ogni mese, i crediti verso i propri clienti. Tutto il sistema finanziario la consulta: è la «carta d'identità creditizia» con cui ti presenti a qualunque nuovo istituto.

30.000 €soglia di segnalazione per singolo intermediario
250 €soglia per le sofferenze
Mensilefrequenza di aggiornamento

Vengono segnalati gli affidamenti e gli utilizzi quando, presso un singolo intermediario, la somma di accordato o utilizzato raggiunge i 30.000 euro, oppure quando un credito è classificato a sofferenza, anche per importi molto piccoli. Sono segnalate anche le garanzie che hai rilasciato per altri: se sei fideiussore di un'impresa, il suo debito compare anche nella tua posizione.

Come ottenerla gratis

  1. Vai sul portale dei servizi online della Banca d'Italia, area dedicata all'accesso ai dati della Centrale dei Rischi.
  2. Accedi con SPID, CIE o CNS se chiedi i tuoi dati come persona fisica; per un'impresa la richiesta la fa il legale rappresentante o un delegato.
  3. Scegli il periodo: ti consigliamo almeno gli ultimi 24 mesi, che sono quelli guardati con più attenzione.
  4. Ricevi il prospetto in formato PDF nell'area personale, di norma in pochi giorni.
Attenzione ai servizi a pagamento. La Centrale Rischi è gratuita. Diffida di chi chiede denaro per «cancellarla»: le segnalazioni corrette non si cancellano, quelle errate si fanno rettificare con la procedura del capitolo 9.

Capitolo 4Leggere la Centrale Rischi riga per riga

Il prospetto è organizzato per mese e per intermediario. Per ogni rapporto trovi la categoria di censimento, alcune variabili di classificazione e i valori economici. Ecco cosa guardare.

CategoriaCosa contieneCosa guarda la banca
Rischi autoliquidantiAnticipi su fatture, Ri.Ba., portafoglio commercialeRapporto tra utilizzato e accordato, presenza di importi scaduti o insoluti
Rischi a scadenzaMutui, finanziamenti chirografari, leasingRegolarità delle rate, debito residuo, eventuali importi scaduti
Rischi a revocaFidi di conto corrente, aperture di creditoUtilizzo medio, sconfinamenti oltre l'accordato
Crediti di firmaFideiussioni rilasciate dalla banca per tuo contoImpegni potenziali verso terzi
Garanzie ricevuteGaranzie che altri hanno prestato per i tuoi debitiGrado di copertura del rischio
SofferenzeCrediti verso soggetti considerati insolventiÈ la segnalazione più grave: di fatto blocca nuovo credito

I tre valori da confrontare

  • Accordato: quanto la banca ha deliberato in tuo favore.
  • Accordato operativo: la parte dell'accordato effettivamente utilizzabile in quel momento.
  • Utilizzato: quanto stai effettivamente usando. Se supera l'accordato operativo, la differenza è uno sconfinamento.
Tensione finanziaria = Utilizzato ÷ Accordato operativo
sotto 70% = serena · 70-90% = da monitorare · oltre 90% stabile = segnale d'allarme

Le informazioni sullo stato del rapporto

Accanto ai numeri compaiono indicazioni come importo scaduto, sconfinamento, stato del rapporto (per esempio esposizioni scadute deteriorate o inadempienza probabile) e sofferenza. Ognuna di queste voci, se presente negli ultimi mesi, deve essere spiegata nella richiesta di credito: ignorarla è il modo più rapido per ricevere un rifiuto.

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Capitolo 5I sette segnali d'allarme

I modelli automatici delle banche sono costruiti per cogliere precocemente il deterioramento. Questi sono i segnali che più spesso fanno scattare un giudizio negativo o la revisione degli affidamenti.

  1. Utilizzo stabilmente oltre il 90% dei fidi a revoca: indica che l'impresa vive sul fido, non lo usa come polmone.
  2. Sconfinamenti ripetuti, anche piccoli e per pochi giorni.
  3. Insoluti sugli autoliquidanti: fatture anticipate non pagate dai clienti, che rivelano crediti di scarsa qualità.
  4. Rate scadute sui finanziamenti a scadenza.
  5. Accordato in calo presso una o più banche: il sistema legge una riduzione di fiducia.
  6. Molte richieste di prima informazione in poco tempo: segnalano che stai bussando a molte porte, spesso dopo dei rifiuti.
  7. Segnalazioni a sofferenza, anche come garante di terzi.
Il sesto segnale è quello che sorprende di più: presentare la stessa domanda a cinque banche contemporaneamente peggiora la tua posizione. Per questo nel Metodo Credit-One l'ordine di presentazione è parte della strategia.

Capitolo 6CRIF e sistemi di informazioni creditizie

Accanto alla Centrale Rischi pubblica esistono i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) privati, il più noto dei quali è CRIF. Registrano anche finanziamenti di importo piccolo – prestiti, rateizzazioni, carte revolving – e sono decisivi soprattutto per i privati e le micro imprese.

A differenza della Centrale Rischi, nei SIC compaiono anche le richieste di finanziamento e i dati «positivi» sui rapporti pagati regolarmente. I tempi di conservazione sono stabiliti da un codice di condotta approvato dal Garante privacy:

InformazionePer quanto resta visibile
Richiesta di finanziamento in istruttoriafino a 180 giorni
Richiesta rifiutata o a cui hai rinunciato30 giorni
Ritardi di una o due rate poi regolarizzati12 mesi dalla regolarizzazione
Ritardi superiori a due rate poi regolarizzati24 mesi dalla regolarizzazione
Morosità non regolarizzate36 mesi dalla scadenza del rapporto
Rapporti regolari (dati positivi)36 mesi dalla chiusura del rapporto

Prima della prima segnalazione negativa il finanziatore deve avvisarti, dandoti il tempo di regolarizzare. Se ricevi un preavviso, agisci subito: pagare entro il termine evita la registrazione del ritardo.

Capitolo 7Gli indicatori che decidono un fido

Per le imprese

IndicatoreCome si calcolaZona di comfort
DSCRFlusso di cassa operativo ÷ rate annue (capitale + interessi)sopra 1,2
PFN / EBITDADebiti finanziari netti ÷ margine operativo lordosotto 3
Leva finanziariaDebiti finanziari ÷ patrimonio nettosotto 2-3, secondo il settore
Oneri finanziari / EBITDAInteressi pagati ÷ margine operativo lordosotto 15-20%
Patrimonio nettoCapitale, riserve e utili trattenutipositivo e in crescita
Ciclo di cassaDSO + DIO − DPOstabile o in calo

Le soglie sono indicative: ogni banca e ogni settore hanno parametri propri. Ma se due o tre di questi indicatori sono fuori zona, la richiesta va preparata con particolare cura – o rinviata dopo un intervento correttivo.

Per i privati

  • Rapporto rata/reddito: la somma di tutte le rate non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto mensile.
  • Stabilità del reddito: contratto a tempo indeterminato superato il periodo di prova, anzianità lavorativa, continuità per gli autonomi (di norma due dichiarazioni dei redditi).
  • Loan to value nei mutui: importo richiesto rispetto al valore di perizia, di solito entro l'80%.
  • Storia creditizia pulita su Centrale Rischi e SIC.

Capitolo 8I dieci errori che bloccano il credito

  1. Chiedere quando è già tardi. La banca presta volentieri a chi non ha urgenza. Pianifica il fabbisogno almeno tre-sei mesi prima.
  2. Usare il fido di cassa per investimenti. Finanziare un macchinario con il fido a revoca fa salire l'utilizzo al 100% e peggiora il rating. Gli investimenti vanno coperti con debito a medio termine o leasing.
  3. Presentare documenti vecchi o incoerenti. Situazioni contabili non aggiornate, bilanci che non quadrano con la Centrale Rischi, documenti scaduti.
  4. Ignorare le segnalazioni. Uno sconfinamento non spiegato è più grave di uno spiegato.
  5. Bussare a molte banche insieme. Le richieste di prima informazione si accumulano e lanciano un segnale di difficoltà.
  6. Chiedere l'importo sbagliato. Troppo poco costringe a tornare in banca dopo pochi mesi; troppo genera rate insostenibili.
  7. Dimenticare le garanzie pubbliche. Il Fondo di Garanzia PMI può cambiare l'esito di una pratica.
  8. Bilanci fiscalmente «compressi». Ridurre l'utile per pagare meno imposte riduce anche la capacità di credito. È una scelta da fare consapevolmente.
  9. Concentrare tutto su una banca. Se quella banca cambia politica, resti scoperto. Due o tre istituti di riferimento danno stabilità.
  10. Raccontare il progetto senza numeri. L'entusiasmo non basta: servono un piano finanziario e una fonte di rimborso chiara.

Capitolo 9Il piano in 90 giorni per migliorare la bancabilità

Giorni 1-15: la fotografia

  • Scarica la Centrale Rischi degli ultimi 24 mesi e, se sei un privato o una micro impresa, la visura CRIF.
  • Raccogli ultimo bilancio, situazione contabile aggiornata, elenco dei finanziamenti in essere con rate e scadenze.
  • Calcola i tuoi indicatori del capitolo 7 o fatteli calcolare da un analista.

Giorni 15-45: le correzioni rapide

  • Elimina ogni sconfinamento e riporta l'utilizzo dei fidi a revoca sotto l'80%.
  • Regolarizza rate scadute e insoluti; chiedi alla banca di aggiornare la segnalazione.
  • Se un investimento pesa sul fido di cassa, valuta un consolidamento a medio termine.
  • Verifica gli errori: una segnalazione inesatta si contesta all'intermediario che l'ha fatta, chiedendone la rettifica; se non risponde o non sei soddisfatto puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario.

Giorni 45-90: la costruzione

  • Prepara un budget di tesoreria a 13 settimane e un piano dei fabbisogni a 12 mesi.
  • Individua la forma tecnica giusta per ogni bisogno (vedi la Guida al capitale circolante).
  • Verifica l'ammissibilità a garanzie pubbliche e agevolazioni.
  • Prepara una richiesta unica, completa, accompagnata da una relazione: è la fase I – Istruttoria – del nostro metodo.
Riepilogo
  • La bancabilità si costruisce: andamentale e capacità di rimborso sono le leve più rapide.
  • La Centrale Rischi è gratuita e va letta prima di ogni richiesta.
  • Utilizzo sotto l'80%, zero sconfinamenti, zero rate scadute: è la base.
  • Una sola richiesta ben preparata vale più di cinque richieste affrettate.

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Ufficio Studi Credit-One
Guida a cura degli analisti di Credit-One S.p.A., mediatore creditizio iscritto OAM al n. M384, attivo dal 2006. Aggiornata al 08/10/2026.

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