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Caro energia e carburanti, le PMI chiedono sostegni: come proteggere la liquidità dell'impresa

7 ottobre 2026 Attualità 8 min 11
Caro energia e carburanti, le PMI chiedono sostegni: come proteggere la liquidità dell'impresa
Imprenditore e consulente valutano costi energetici e liquidità dell'impresa
In sintesi
  • Il caro energia e carburanti torna a comprimere i margini: CNA e Confartigianato, in audizione sul decreto sostegni, chiedono un credito d'imposta del 20% sulla spesa elettrica del terzo trimestre 2026 per le piccole imprese non energivore (costo stimato 750 milioni).
  • Per l'autotrasporto il carburante vale circa il 40% dei costi di esercizio: per un mezzo pesante da 100mila km l'anno il maggior costo stimato è di circa 18.300 euro rispetto a settembre 2025.
  • Sul fronte tassi, a inizio ottobre l'Euribor ha rallentato (3 mesi al 2,589%, 12 mesi al 3,303% il 1° ottobre), ma la BCE resta al 2,50% sui depositi dopo il rialzo di settembre.
  • Le imprese italiane chiedono più credito soprattutto per scorte, capitale circolante e ristrutturazione del debito: serve liquidità, ma va costruita con metodo.

Mentre il Parlamento discute il decreto sostegni, le associazioni delle piccole imprese lanciano un allarme preciso: energia e carburanti stanno mangiando i margini di intere filiere. Per chi guida una PMI la domanda è concreta: come tenere in equilibrio la cassa nei prossimi mesi, senza farsi trovare scoperti da fornitori, banche e scadenze fiscali?

1. Le richieste delle piccole imprese sul decreto sostegni

In audizione alla Commissione Finanze della Camera, CNA e Confartigianato hanno giudicato necessarie ma da rafforzare le misure del Governo contro il caro energia. Le richieste principali:

  • Credito d'imposta del 20% sulla componente energia elettrica sostenuta nel terzo trimestre 2026, per le piccole imprese non energivore che hanno subito aumenti di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Costo stimato: circa 750 milioni di euro.
  • Autotrasporto: sostegni anche per i veicoli sotto le 7,5 tonnellate, proroga dei termini per compensare i crediti d'imposta e ristori per i mesi di settembre e ottobre.
  • Taxi e noleggio con conducente, oggi esclusi, inseriti nei crediti d'imposta straordinari.
  • Revisioni dei veicoli: rivalutazione del 15% delle tariffe e un meccanismo biennale legato all'inflazione.

Il dato che fotografa meglio il problema arriva dai trasporti: il carburante pesa circa il 40% dei costi di esercizio e, per un mezzo pesante che percorre 100mila km l'anno, il maggior costo rispetto a settembre 2025 è stimato in circa 18.300 euro. Un conto che si scarica a valle su logistica, commercio e manifattura.

2. Tassi: l'Euribor rallenta, ma il costo del denaro resta alto

Dopo il secondo rialzo dell'anno deciso dalla BCE (tasso sui depositi al 2,50% dal 16 settembre), a inizio ottobre i parametri del variabile hanno mostrato un lieve calo.

Parametro1 ottobre 2026Giorno precedente
Euribor 1 mese2,434%2,496%
Euribor 3 mesi2,589%2,617%
Euribor 6 mesi3,043%3,064%
Euribor 12 mesi3,303%3,329%
Eurirs 10 anni3,67%3,68%

Un piccolo respiro, non un'inversione di tendenza: con l'inflazione spinta dall'energia, il costo del credito resta su livelli più alti rispetto a un anno fa. Secondo Banca d'Italia, già a maggio il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese era al 3,67%, e al 4,34% per i finanziamenti fino a 1 milione di euro, quelli tipici delle PMI.

3. Perché le imprese chiedono credito

L'indagine sul credito bancario coordinata dalla BCE mostra in Italia una domanda di prestiti delle imprese molto più vivace che nel resto dell'area euro (saldo netto del 33% contro il 3%). Le motivazioni sono soprattutto difensive: finanziare scorte e capitale circolante, ristrutturare e rinegoziare il debito, mettersi al riparo prima di ulteriori rincari.

È il segnale di un tessuto produttivo che non si ferma, ma che ha bisogno di liquidità per reggere l'urto dei costi. Ed è qui che la differenza la fa il modo in cui si chiede credito.

Cosa fare adesso: 5 mosse per proteggere la liquidità

1. Misurare l'impatto dei costi energetici sulla cassa

Un piano di tesoreria a 6-12 mesi con le bollette e il carburante reali, non quelli del budget di inizio anno, permette di capire per tempo quanta liquidità serve davvero.

2. Non usare il fido di cassa per coprire tutto

Le linee a breve sono costose e revocabili. Un finanziamento chirografario a medio termine per il circolante, con un eventuale preammortamento, stabilizza la cassa e libera gli affidamenti per l'operatività.

3. Sfruttare le garanzie pubbliche

La garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI (MCC), dove ammissibile, riduce il rischio per la banca e aiuta ad accedere al credito senza ipoteche sui beni dell'impresa o dei soci. Anche i Confidi possono affiancare l'impresa.

4. Seguire i crediti d'imposta

Le misure su energia e carburanti, se confermate e ampliate, si traducono in crediti d'imposta da compensare: vanno monitorati con il commercialista e considerati nel piano finanziario.

5. Presentarsi in banca con un dossier completo

Bilanci, situazione contabile aggiornata, Centrale Rischi e un piano credibile: con istruttorie più attente, una pratica ordinata accorcia i tempi e migliora le condizioni.

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Fonti dei dati: audizione CNA e Confartigianato sul decreto sostegni (ottobre 2026), rilevazione Euribor/Eurirs del 1° ottobre 2026, Banca d'Italia e indagine BCE sul credito bancario (luglio 2026), decisione di politica monetaria BCE del 10 settembre 2026. Credit-One S.p.A. è mediatore creditizio iscritto OAM n. M384 e non eroga direttamente finanziamenti: la concessione è subordinata alla valutazione dell'istituto erogante. Articolo con finalità informativa.

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