Se ti chiedi quanto dura una segnalazione, la risposta dipende dal sistema in cui compare e dalla tua situazione. Nei sistemi di informazione creditizia (SIC) privati, un ritardo regolarizzato può restare registrato fino a 12 o 24 mesi dalla registrazione della regolarizzazione, a seconda della durata del ritardo. Un inadempimento non sanato può essere conservato per non oltre 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dall'ultimo aggiornamento rilevante, con un limite massimo di 60 mesi dalla scadenza del rapporto prevista dal contratto. La Centrale dei Rischi della Banca d'Italia è un sistema distinto e questi termini non si applicano automaticamente anche a essa.
- Nei SIC privati i tempi cambiano in base al tipo di informazione: ritardo sanato, inadempimento non sanato, dato positivo, richiesta di finanziamento.
- Per un ritardo sanato il termine decorre dalla registrazione della regolarizzazione, non dal giorno del pagamento.
- SIC e Centrale dei Rischi non sono la stessa cosa: i termini dei SIC non valgono in automatico per la Centrale dei Rischi.
- Nessuno può garantire la cancellazione di una segnalazione prima dei termini: puoi però verificare i tuoi dati e farli correggere se inesatti.
Quanto dura una segnalazione nei sistemi di informazione creditizia
I SIC sono banche dati gestite da soggetti privati, a cui banche e società finanziarie comunicano informazioni sui rapporti di credito: richieste di finanziamento, rimborsi puntuali, ritardi, inadempimenti. I tempi di conservazione sono indicati nel Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, richiamato dal Garante per la protezione dei dati personali.
La tabella riassume i termini principali previsti dal Codice.
| Tipo di informazione | Conservazione massima | Note |
|---|---|---|
| Ritardo regolarizzato, non oltre due rate o mesi | Fino a 12 mesi | Dalla registrazione della regolarizzazione |
| Ritardo regolarizzato, oltre due rate o mesi | Fino a 24 mesi | Dalla registrazione della regolarizzazione |
| Inadempimento non regolarizzato | Non oltre 36 mesi | Dalla scadenza contrattuale o dall'ultimo aggiornamento rilevante; limite massimo di 60 mesi dalla scadenza del rapporto |
| Informazioni positive (rapporto estinto, tutto pagato) | Non oltre 60 mesi | Dalla cessazione del rapporto o dalla scadenza del contratto |
| Richiesta di finanziamento | Non oltre 180 giorni | Dalla presentazione della domanda, per il tempo necessario all'istruttoria |
Per i ritardi sanati, la cancellazione opera se nello stesso periodo non risultano ulteriori ritardi o inadempimenti. Un nuovo ritardo, quindi, può modificare i termini di conservazione.
Da quando si contano i mesi
È l'equivoco più frequente. Per un ritardo sanato, il termine decorre dalla registrazione dei dati relativi alla regolarizzazione, non semplicemente dal giorno in cui hai pagato. Tra il versamento e l'aggiornamento della banca dati può passare del tempo, perché è l'intermediario a comunicare la regolarizzazione al sistema. Conviene quindi conservare le ricevute e verificare che l'aggiornamento sia avvenuto.
Anche il termine ordinario di 36 mesi per i ritardi non sanati non autorizza una conservazione illimitata: il Codice indica comunque un tetto di 60 mesi dalla scadenza contrattuale del rapporto.
Segnalazione in Centrale Rischi e nei SIC: le differenze
Nel linguaggio comune si parla di «segnalazione» per indicare cose diverse. I SIC sono banche dati private. La Centrale dei Rischi è il servizio gestito dalla Banca d'Italia. I termini visti sopra riguardano i SIC privati e non costituiscono automaticamente i termini di conservazione nella Centrale dei Rischi. Per questi ultimi occorre fare riferimento alle indicazioni ufficiali della Banca d'Italia, verificandone la versione aggiornata.
| Aspetto | SIC privati | Centrale dei Rischi |
|---|---|---|
| Chi li gestisce | Soggetti privati | Banca d'Italia |
| Regole sui tempi | Codice di condotta richiamato dal Garante privacy | Disciplina della Banca d'Italia, da verificare nelle fonti ufficiali |
| Termini di questo articolo | Sì, quelli della tabella precedente | No, non si applicano in automatico |
| A chi chiedere i propri dati | Al gestore del SIC o all'intermediario che ha segnalato | Alla Banca d'Italia, con le modalità da essa indicate |
Un'ulteriore precisazione: il Codice deontologico sulle informazioni commerciali chiarisce che il trattamento effettuato nei SIC rientra in una disciplina distinta. Anche questo ricorda che esistono più regole, ciascuna con il proprio ambito.
Esempi pratici per le famiglie
Gli esempi seguenti sono indicativi e applicano i termini della tabella. Ogni posizione va verificata caso per caso.
- Una rata pagata in ritardo: un ritardo che non supera due rate o mesi, poi regolarizzato. Le informazioni negative possono restare fino a 12 mesi dalla registrazione della regolarizzazione, se non emergono nuovi ritardi.
- Tre rate arretrate poi saldate: il ritardo supera le due rate. Il termine massimo può arrivare fino a 24 mesi dalla registrazione della regolarizzazione, sempre in assenza di ulteriori inadempimenti.
- Finanziamento non rimborsato: in caso di inadempimento non regolarizzato, i dati possono essere conservati per non oltre 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dall'ultimo aggiornamento rilevante. Il limite resta di 60 mesi dalla scadenza del rapporto.
- Finanziamento estinto con puntualità: i dati positivi possono essere conservati per non oltre 60 mesi dalla cessazione del rapporto o dalla scadenza del contratto.
- Domanda di prestito non conclusa: i dati della richiesta possono essere conservati per il tempo necessario all'istruttoria e comunque non oltre 180 giorni dalla presentazione.
Come verificare le segnalazioni: la checklist
Prima di chiedere un finanziamento è utile sapere che cosa risulta a tuo nome. Ecco un percorso ordinato.
- Raccogli i contratti di mutui, prestiti, finanziamenti a rate e carte, anche quelli chiusi da tempo.
- Individua i gestori dei sistemi: la banca o la finanziaria può indicarti a quali SIC comunica i dati, come previsto dall'informativa che ti ha consegnato.
- Esercita il diritto di accesso ai tuoi dati personali, secondo la normativa vigente sulla protezione dei dati, rivolgendoti al gestore del SIC o all'intermediario.
- Richiedi i dati alla Banca d'Italia per la Centrale dei Rischi, seguendo le modalità indicate dall'istituto e verificando le procedure aggiornate.
- Confronta le date con le tue ricevute: pagamenti, saldo, estinzione.
- Annota i termini che ti riguardano, distinguendo tra ritardo sanato, inadempimento e dato positivo.
- Segnala gli errori per iscritto al titolare del trattamento, allegando la documentazione.
Se i dati sono inesatti o non aggiornati
Se trovi un dato sbagliato, per esempio un pagamento già effettuato ma non registrato, puoi chiedere per iscritto la rettifica o l'aggiornamento, secondo la normativa vigente sulla protezione dei dati personali. Conserva la prova dell'invio e le ricevute. Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, esistono strumenti di tutela, tra cui il Garante per la protezione dei dati personali. Nessuno può però garantire la cancellazione: l'esito dipende dalla verifica dei fatti e dalle regole applicabili.
Segnalazioni e prestiti personali
Una segnalazione non coincide con un rifiuto automatico. Banche e intermediari valutano l'insieme della situazione: reddito, stabilità lavorativa, impegni in corso, storia dei pagamenti. Un ritardo sanato e ormai lontano nel tempo può pesare in modo diverso da un inadempimento recente e ancora aperto. Ogni decisione resta di competenza dell'istituto che eroga, e un mediatore creditizio non può garantire l'esito di una richiesta, né tempi o condizioni.
Se stai valutando un finanziamento, puoi approfondire le caratteristiche generali nella pagina dedicata ai Prestiti personali (/prestiti), dove trovi come funziona il percorso e quali documenti servono. Verifica sempre le condizioni aggiornate prima di decidere.
Errori da evitare
- Contare dal giorno sbagliato: per i ritardi sanati il termine parte dalla registrazione della regolarizzazione, non dal pagamento.
- Confondere i sistemi: applicare i termini dei SIC alla Centrale dei Rischi porta a conclusioni errate.
- Presentare molte domande insieme: ogni richiesta di finanziamento può essere registrata e conservata per il tempo previsto, fino a 180 giorni.
- Fidarsi di chi promette cancellazioni: nessuno può assicurare l'eliminazione di una segnalazione corretta prima dei termini.
- Non conservare le ricevute: senza prove è più difficile far correggere un dato errato.
- Ignorare nuovi ritardi: un ulteriore ritardo può impedire la cancellazione alla scadenza ordinaria.
- Chiedere un prestito senza conoscere la propria posizione: meglio verificare prima i dati e poi valutare le opzioni.
Come ti affianca Credit-One
Credit-One S.p.A. è mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM con numero M384, con sede a Roma in Piazza del Popolo 18 (Palazzo Valadier) e operatività su tutto il territorio nazionale. Non eroghiamo credito e non garantiamo l'esito delle richieste, che dipende sempre dalla valutazione di banche e intermediari. Ti aiutiamo però a muoverti con metodo.
- Analisi gratuita della posizione: ti aiutiamo a leggere i dati che risultano a tuo nome e a capire quali termini ti riguardano.
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Fonti: Garante per la protezione dei dati personali (Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti; Codice deontologico sulle informazioni commerciali); Banca d'Italia (Centrale dei Rischi, per le indicazioni da verificare nelle fonti ufficiali). Aggiornato al 16/10/2026.
Domande frequenti
Quanto dura una segnalazione per un ritardo di pagamento poi sanato?
Nei SIC privati, secondo il Codice di condotta, le informazioni negative possono restare fino a 12 mesi dalla registrazione della regolarizzazione se il ritardo non supera due rate o mesi, fino a 24 mesi se lo supera. La cancellazione opera se nello stesso periodo non risultano nuovi ritardi o inadempimenti.
Il termine parte dal giorno in cui ho pagato?
No, non semplicemente. Per un ritardo sanato il termine decorre dalla registrazione dei dati relativi alla regolarizzazione nel sistema, che avviene dopo la comunicazione dell'intermediario. Per questo è utile conservare le ricevute di pagamento e controllare che l'aggiornamento sia stato effettuato correttamente.
I termini dei SIC valgono anche per la Centrale dei Rischi?
Non automaticamente. I termini indicati dal Codice di condotta riguardano i SIC privati, mentre la Centrale dei Rischi è gestita dalla Banca d'Italia e segue regole proprie. Per conoscere i tempi di conservazione delle segnalazioni in Centrale dei Rischi conviene consultare le indicazioni ufficiali della Banca d'Italia, verificandone la versione aggiornata.
Per quanto tempo restano i dati di un finanziamento pagato regolarmente?
Le informazioni positive, relative a rapporti estinti con tutte le obbligazioni pagate, possono essere conservate per non oltre 60 mesi dalla cessazione del rapporto o dalla scadenza del contratto, secondo le regole del Codice di condotta. Questi dati possono essere letti in modo favorevole da chi valuta una nuova richiesta.
Posso chiedere un prestito personale con una segnalazione attiva?
Dipende dalla valutazione di banche e intermediari, che esaminano l'intera situazione: reddito, impegni in corso, tipo e data della segnalazione. Nessuno può garantire l'esito. Un mediatore creditizio iscritto OAM può aiutarti a leggere la tua posizione, preparare la documentazione e individuare i canali più adatti.
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Credit-One S.p.A. è un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM al n. M384. Il contenuto ha finalità informative e non costituisce offerta al pubblico né consulenza personalizzata: la concessione di qualsiasi finanziamento è subordinata alla valutazione e all'approvazione della banca o dell'intermediario erogante. Fogli informativi e documentazione di trasparenza sono disponibili nella sezione Trasparenza del sito.
