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Fondo di Garanzia PMI 2027: dalla nascita nel 1996 alla riforma delle coperture graduate. Cosa cambia per le imprese

17 ottobre 2026 Normativa 26 min 12
Fondo di Garanzia PMI 2027: dalla nascita nel 1996 alla riforma delle coperture graduate. Cosa cambia per le imprese

Il 31 dicembre 2026 si chiude un'epoca per il Fondo di Garanzia per le PMI. Scade il regime transitorio che dal 2024 ha garantito coperture fisse, uguali per tutti: 80% sui finanziamenti per investimenti e 50% su quelli per liquidità, con un massimale fino a 5 milioni di euro per impresa. Dal 2027 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy lavora a un nuovo schema che lega la percentuale di garanzia alla classe di rischio dell'impresa: più l'azienda è valutata rischiosa, più la garanzia sale; più è solida, più il rischio torna sulle spalle della banca. È il ritorno alle cosiddette coperture graduate del periodo pre-Covid. Abbiamo ricostruito con la ricerca su fonti istituzionali e di settore come è nato il Fondo, come è cambiato in trent'anni, cosa prevede la bozza di riforma e cosa resta ancora da decidere.

In sintesi
  • Il 31 dicembre 2026 scade il regime transitorio del Fondo: 80% sugli investimenti, 50% sulla liquidità, massimale fino a 5 milioni.
  • Dal 2027 il Ministero studia coperture graduate per classe di rischio: sulla liquidità 40% in fascia 1, 50% in fascia 2, 60% in fascia 3, 70% in fascia 4, fascia 5 esclusa.
  • Investimenti all'80%; 80% anche per nuove imprese, PMI innovative, microcredito e operazioni fino a 100.000 euro.
  • Già in vigore il premio aggiuntivo a carico delle banche che usano molto il Fondo.
  • La bozza non è ancora approvata: decisivi decreto e legge di bilancio 2027.

Trent'anni di Fondo di Garanzia: le tappe

Il Fondo è stato istituito dall'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, con un obiettivo che è rimasto lo stesso: facilitare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e dei professionisti sostituendo, in tutto o in parte, le garanzie reali che spesso non hanno. Lo Stato garantisce una quota del finanziamento concesso dalla banca; in caso di insolvenza, la banca recupera quella quota dal Fondo. Il Gestore è Mediocredito Centrale.

Le tappe del Fondo di Garanzia per le PMI
PeriodoCosa è successo
1996Istituzione con la legge n. 662/1996, art. 2, comma 100, lettera a)
Dal 2019Nuovo modello di valutazione con modulo economico-finanziario e modulo andamentale, cinque fasce di merito
2020Decreto Liquidità (d.l. n. 23/2020): garanzie fino al 90% e, per i piccoli prestiti, fino al 100%; importo dei piccoli prestiti portato da 25.000 a 30.000 euro
2021-2023Proroghe e progressivo ridimensionamento delle misure emergenziali
2024-2026Regime transitorio: 80% investimenti, 50% liquidità, 80% per Nuova Sabatini, microcredito, importo ridotto, PMI innovative, start-up e incubatori; massimale 5 milioni
2025-2026Premio aggiuntivo per i finanziatori (legge n. 207/2024 e decreto 21 gennaio 2026)
2026Proroga del regime transitorio fino al 31 dicembre 2026 con la legge di bilancio 2026
2027Bozza di riforma con coperture graduate per classe di rischio (non ancora approvata)
Fonti: legge n. 662/1996; MIMIT; Fondo di Garanzia; Mediocredito Centrale, circolare n. 1/2026.

Il passaggio decisivo per capire la riforma del 2027 è il modello di valutazione entrato in operatività nel 2019. Il Fondo non si limita più a leggere il bilancio: integra un modulo economico-finanziario, basato sugli ultimi due bilanci (o dichiarazioni fiscali per le imprese in contabilità semplificata), e un modulo andamentale, basato sui dati della Centrale dei Rischi degli ultimi sei mesi e dei sistemi di informazione creditizia, più gli eventuali eventi pregiudizievoli. Il risultato è una classificazione in cinque fasce: la quinta non è ammessa alla garanzia. Durante l'emergenza questo meccanismo è stato di fatto sospeso nelle sue conseguenze sulle coperture; dal 2027 tornerebbe a contare pienamente.

I numeri: il Fondo non è mai stato così utilizzato

Il ridimensionamento delle coperture sulla liquidità non ha ridotto l'utilizzo del Fondo. Nel 2025, secondo la relazione del Gestore, le domande accolte sono state 247.808 per 45,7 miliardi di finanziamenti, il 7,9% in più del 2024; nel primo semestre 2026 le operazioni accolte sono state 128.218.

Il Fondo in cifre
PeriodoDomande accolteFinanziamentiImporti garantiti
2024—42,4 miliardi €29,8 miliardi €
2025247.80845,7 miliardi €31,7 miliardi €
Primo semestre 2026128.21823,0 miliardi €16,3 miliardi €
Fonti: Fondo di Garanzia, relazioni sull'operatività 2025 e al 30 giugno 2026; Mediocredito Centrale, 30 gennaio 2026.

Due dati spiegano bene la direzione della riforma. Nel 2025 il 91,5% dei finanziamenti accolti è stato garantito in regime de minimis, con un finanziamento medio di circa 175.800 euro: il Fondo è soprattutto uno strumento della piccola impresa. E la garanzia diretta, richiesta dalla banca, ha rappresentato l'87,6% delle operazioni, contro il 12,4% della riassicurazione e controgaranzia tramite i confidi.

La riforma allo studio: coperture graduate per classe di rischio

Lo schema di decreto presentato dal Ministero alle organizzazioni imprenditoriali nell'estate 2026, ripreso da PLTV il 17 luglio e da Confindustria Toscana Centro e Costa il 27 luglio, supera il sistema uniforme introdotto con la pandemia. L'obiettivo dichiarato è concentrare le garanzie sulle imprese che faticano ad accedere al credito ma sono comunque meritevoli. Ecco le percentuali di garanzia diretta indicate nella bozza.

Fondo di Garanzia 2027: garanzia diretta nella bozza di decreto
Finalità del finanziamentoFascia 1Fascia 2Fascia 3Fascia 4Fascia 5
Liquidità40%50%60%70%Esclusa
Finanziamento del rischio50%50%50%50%Esclusa
Investimenti80%80%80%80%Esclusa
Nuove imprese, PMI innovative, microcredito, importo ridotto fino a 100.000 €80%80%80%80%Ammessa solo per importo ridotto
Oggi, fino al 31/12/2026Liquidità 50%, investimenti 80%, per tutte le fasce ammesse
Fonti: PLTV, 17 luglio 2026; Confindustria Toscana Centro e Costa, 27 luglio 2026; IPC, 2 ottobre 2026. Bozza non definitiva.

Sul fronte della riassicurazione, cioè la garanzia che il Fondo concede ai confidi, la bozza fissa un tetto del 64% per le operazioni di liquidità delle imprese in fascia 4 e, secondo la sintesi di Confindustria, per investimenti, microcredito, importo ridotto, nuove imprese e PMI innovative. Le procedure semplificate per le operazioni di importo ridotto garantite dai confidi sarebbero confermate, in attesa di una riforma specifica della loro operatività.

Secondo le stesse fonti, la prossima legge di bilancio dovrebbe confermare il massimale di 5 milioni di euro per beneficiario e la gratuità della garanzia per le microimprese.

Il premio aggiuntivo per le banche: già in vigore

Una parte della riforma è già operativa. La legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207, articolo 1, commi 451-454) ha introdotto un premio aggiuntivo a carico dei finanziatori che utilizzano il Fondo, e il decreto interministeriale MIMIT-MEF del 21 gennaio 2026, comunicato in Gazzetta Ufficiale il 20 febbraio 2026, ne ha fissato criteri di calcolo e modalità di versamento. Il premio lo paga la banca, non l'impresa, e va versato entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui le garanzie sono state ottenute. Secondo quanto riportato da PMI.it, scatta per gli intermediari in cui le garanzie del Fondo superano il 30% degli impieghi, con aliquote progressive dallo 0,5% all'1,5%, si dimezza per chi destina una quota elevata delle operazioni garantite alle imprese più rischiose e non può essere trasferito sui clienti.

Il messaggio alle banche è chiaro: il Fondo non deve essere un'assicurazione automatica su crediti che avrebbero erogato comunque. Per le imprese la conseguenza pratica è che la garanzia pubblica non sarà più data per scontata: la banca sceglierà con più attenzione su quali operazioni chiederla.

Cosa non è ancora deciso

È importante distinguere i fatti dalle ipotesi. Ad oggi:

  • la bozza di decreto non è approvata: le percentuali possono cambiare prima dell'adozione definitiva;
  • il Documento programmatico di bilancio 2027, inviato a Bruxelles a metà ottobre, non contiene indicazioni specifiche sul Fondo; il testo della legge di bilancio 2027 è atteso con il passaggio parlamentare;
  • non risultano ancora fonti ufficiali su un'eventuale ulteriore proroga del regime transitorio, sulla dotazione finanziaria 2027-2029 e sul coordinamento con le garanzie SACE;
  • la data di decorrenza indicata dalle fonti è genericamente il 2027; in assenza di proroga, dal 1° gennaio 2027 il regime transitorio cessa.

Aggiorneremo questa analisi non appena saranno pubblicati il decreto e la legge di bilancio.

Cosa cambia per le imprese, in concreto

Se la bozza sarà confermata, il Fondo smetterà di essere uguale per tutti. L'impresa in fascia 1, la più solida, vedrebbe scendere la copertura sulla liquidità dal 50% attuale al 40%: la banca tratterrebbe una quota di rischio maggiore e potrebbe chiedere condizioni o garanzie diverse. L'impresa in fascia 4 otterrebbe invece una copertura più alta, fino al 70%. L'impresa in fascia 5 resterebbe esclusa, salvo le operazioni di importo ridotto fino a 100.000 euro. Gli investimenti manterrebbero l'80%.

La conseguenza più importante è un'altra: la classe di rischio diventa il vero prezzo di accesso al credito garantito. E la classe dipende da due bilanci e da sei mesi di Centrale dei Rischi: dati che l'impresa può migliorare, ma solo se se ne occupa per tempo. Abbiamo dedicato un approfondimento operativo a questo tema: come preparare l'impresa al Fondo di Garanzia 2027.

Il ruolo di Credit-One

Credit-One è un mediatore creditizio iscritto all'OAM che ogni giorno presenta pratiche assistite dal Fondo di Garanzia alle banche convenzionate. Abbiamo rivoluzionato il mondo della finanza mettendo la piattaforma di intelligenza artificiale HumanX al servizio dell'analisi: bilanci, Centrale dei Rischi e rapporti bancari letti in poche ore, mentre il giudizio e la relazione con la banca restano affidati ai nostri analisti. Prima di presentare una richiesta verifichiamo come l'impresa viene vista dal modello di valutazione del Fondo, quali leve possono migliorarne la posizione e quale strumento è più adatto: garanzia diretta, confidi, altre garanzie pubbliche o canali alternativi. Su altre forme di garanzia pubblica dedicate abbiamo pubblicato anche la guida al Fondo di garanzia per le imprese femminili.

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Credit-One è un mediatore creditizio iscritto all'Elenco OAM. L'attività di mediazione non comporta la concessione di finanziamenti né garantisce l'esito delle richieste, che resta di competenza esclusiva di banche, intermediari finanziari e Gestore del Fondo. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la valutazione della singola posizione.

Fonti: legge 23 dicembre 1996, n. 662; legge 30 dicembre 2024, n. 207; decreto interministeriale MIMIT-MEF 21 gennaio 2026 (comunicato in Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2026); pagina MIMIT sul Fondo di garanzia per le PMI; Fondo di Garanzia, notizia del 2 gennaio 2026 sulla proroga 2026 e relazioni sull'operatività al 31 dicembre 2025, al 31 marzo e al 30 giugno 2026; Mediocredito Centrale, 30 gennaio 2026; PLTV, 17 luglio 2026; Confindustria Toscana Centro e Costa, 27 luglio 2026; PMI.it sul premio aggiuntivo; PMI.it sul Documento programmatico di bilancio 2027, 15 ottobre 2026. Le percentuali 2027 sono quelle della bozza di decreto riportata dalle fonti e non sono definitive. Ricerca condotta con più motori di intelligenza artificiale e verificata sulle fonti. Aggiornato al 17 ottobre 2026.

Domande frequenti sul Fondo di Garanzia 2027

Cosa succede al Fondo di Garanzia PMI il 1° gennaio 2027?

Il 31 dicembre 2026 scade il regime transitorio prorogato dalla legge di bilancio 2026, con coperture dell'80% sugli investimenti e del 50% sulla liquidità. Il Ministero delle Imprese sta lavorando a uno schema di decreto che dal 2027 lega la copertura alla classe di rischio dell'impresa. Il testo definitivo non è ancora stato adottato.

Quali sono le nuove percentuali di garanzia previste dal 2027?

Secondo la bozza riportata dalle fonti di settore, per la liquidità: 40% in fascia 1, 50% in fascia 2, 60% in fascia 3, 70% in fascia 4, fascia 5 esclusa. Investimenti all'80%, finanziamento del rischio al 50%, 80% per nuove imprese, PMI innovative, microcredito e operazioni fino a 100.000 euro. Le percentuali non sono definitive.

Come si determina la fascia di rischio?

Con il modello di valutazione del Fondo, che combina un modulo economico-finanziario basato sugli ultimi due bilanci e un modulo andamentale basato sulla Centrale dei Rischi degli ultimi sei mesi e sui sistemi di informazione creditizia, oltre agli eventuali eventi pregiudizievoli.

Il premio aggiuntivo lo paga l'impresa?

No. Il premio aggiuntivo introdotto dalla legge n. 207/2024 e attuato dal decreto del 21 gennaio 2026 è dovuto dal soggetto finanziatore. Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, non può essere trasferito su imprese e professionisti.

Conviene chiedere un finanziamento garantito entro il 2026?

Dipende dalla posizione dell'impresa. Per chi è in fascia 1, sulla liquidità il regime attuale prevede una copertura più alta di quella ipotizzata per il 2027. Ogni operazione va però valutata sui numeri dell'impresa e sulla sua reale esigenza finanziaria, con l'aiuto di un professionista.

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Credit-One S.p.A. è un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM al n. M384. Il contenuto ha finalità informative e non costituisce offerta al pubblico né consulenza personalizzata: la concessione di qualsiasi finanziamento è subordinata alla valutazione della banca o dell'intermediario erogante.

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