Mediocredito Centrale ha scelto i compratori delle sue due banche commerciali. Il 13 ottobre 2026 il consiglio di amministrazione di MCC – Banca del Mezzogiorno, la banca pubblica controllata dal Ministero dell'Economia attraverso Invitalia, ha concesso un breve periodo di trattativa in esclusiva a Credem per la cessione della partecipazione di controllo in BdM Banca, l'ex Banca Popolare di Bari, e a Banco Desio per l'85,32% della Cassa di Risparmio di Orvieto. È il passaggio più rilevante per il credito nel Mezzogiorno degli ultimi anni: BdM è una delle principali banche con sede nel Mezzogiorno, con una rete di oltre 200 sportelli concentrata in Puglia e presente anche in Basilicata, Campania, Abruzzo, Molise, Calabria e in alcune regioni del Centro-Nord. Per migliaia di imprese clienti la domanda è una sola: cosa cambia per i miei fidi, i miei mutui, le mie garanzie? Da mediatore creditizio che lavora ogni giorno con le banche del territorio, proviamo a rispondere con i fatti, separandoli dalle ipotesi.
- MCC tratta in esclusiva con Credem la cessione del controllo di BdM Banca (ex Popolare di Bari): offerta indicata dalla stampa intorno ai 520 milioni.
- Banco Desio tratta in esclusiva l'85,32% della Cassa di Risparmio di Orvieto.
- Non è ancora una vendita: servono contratto e autorizzazioni; MCC punta a chiudere entro fine 2026.
- Per i clienti oggi non cambia nulla: fidi, mutui e garanzie restano validi. Il punto critico saranno i prossimi rinnovi.
- La lezione per ogni PMI: almeno due banche e più canali di credito.
I fatti: cosa ha deciso MCC
La decisione è arrivata al termine di un processo competitivo in cui MCC, assistita dall'advisor Vitale, ha valutato le offerte di diversi gruppi bancari. Per BdM Banca l'esclusiva è andata a Credem, che secondo Milano Finanza ha presentato l'offerta più alta, intorno ai 520 milioni di euro, superando la proposta congiunta di Iccrea e Banca Popolare di Puglia e Basilicata; UniCredit, interessata nella fase iniziale, non ha rilanciato. Credem, assistita da Chiomenti, ha confermato in un comunicato del 14 ottobre l'avvio dei colloqui in esclusiva. Per la Cassa di Risparmio di Orvieto l'esclusiva è andata a Banco Desio, con un'offerta superiore a quella di UniCredit (circa 120 milioni secondo la stampa) e, riferisce Milano Finanza, con impegni sull'occupazione e sull'autonomia del marchio. Per Orvieto è il secondo tentativo di vendita: il contratto firmato con Banca del Fucino a fine 2024 era diventato inefficace a giugno 2026.
| BdM Banca | Cassa di Risparmio di Orvieto | |
|---|---|---|
| Venditore | MCC – Banca del Mezzogiorno (gruppo Invitalia, MEF) | MCC – Banca del Mezzogiorno |
| Quota in vendita | Partecipazione di controllo | 85,32% del capitale |
| In esclusiva con | Credem | Banco Desio |
| Prezzo indicato dalla stampa | Circa 520 milioni € | Superiore ai 120 milioni offerti da UniCredit (non reso noto) |
| Concorrenti battuti | Iccrea con Banca Popolare di Puglia e Basilicata; UniCredit non ha rilanciato | UniCredit e altri gruppi |
| Rete | Oltre 200 sportelli, soprattutto in Puglia, poi Basilicata, Campania, Abruzzo e altre regioni | Circa 41 sportelli tra Umbria, Lazio e Toscana |
| Prossimi passi | Negoziazione, contratto, autorizzazioni BCE/Banca d'Italia | Negoziazione, contratto, autorizzazioni |
Un punto va chiarito subito: l'esclusiva non è ancora una vendita. È un periodo di negoziazione dei termini principali, che MCC non intende prolungare oltre la fine del 2026. Seguiranno il contratto, le verifiche e le autorizzazioni delle autorità di vigilanza (BCE e Banca d'Italia per l'acquisizione di partecipazioni di controllo in una banca) e, se necessario, dell'Antitrust. Restano da definire, tra l'altro, le garanzie che gli acquirenti chiedono sui contenziosi ereditati dalla vecchia Popolare di Bari, che secondo la stampa superano complessivamente i 120 milioni di euro di richieste.
Le due banche in numeri
| Indicatore | BdM Banca | CR Orvieto |
|---|---|---|
| Impieghi netti alla clientela (fine 2025) | 6,10 miliardi € (+7,9%) | 1,34 miliardi € |
| Raccolta totale da clientela (fine 2025) | 12,07 miliardi € (+8,2%) | 1,80 miliardi € (+4,4%) |
| Crediti deteriorati lordi / netti (fine 2025) | 4,9% / 2,8% | 1,71% / 1,06% |
| Utile netto primo semestre 2026 | 46,8 milioni € | 4,7 milioni € |
| Erogazioni a famiglie e imprese | 1,41 miliardi € nel 2025 (+39%); 811 milioni € nel primo semestre 2026 | Circa 119 milioni € nel primo semestre 2026 |
| Solidità patrimoniale (CET1) | — | 18,83% (fine 2025) |
BdM arriva alla vendita risanata. Dopo il salvataggio del 2020, finanziato in larga parte dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e dalla ricapitalizzazione di MCC, la banca ha ripulito il bilancio: il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi è sceso al 4,9% lordo e al 2,8% netto, il primo semestre 2026 si è chiuso con 46,8 milioni di utile e le erogazioni a famiglie e imprese del Mezzogiorno sono cresciute del 39% nel 2025. La Cassa di Risparmio di Orvieto è una banca piccola ma solida, con un CET1 del 18,8% e crediti deteriorati sotto il 2%.
Perché conta per il credito alle imprese del Sud
Credem stima che, con BdM, il gruppo raggiungerebbe quote di mercato tra l'8% e il 12% in Puglia e Campania, diventando un operatore di riferimento per il Mezzogiorno. Per il sistema delle imprese meridionali le conseguenze possibili vanno in due direzioni, e conviene guardarle entrambe con lucidità.
- Il lato positivo: un gruppo più grande, con più capitale e una gamma di prodotti più ampia (leasing, factoring, finanza strutturata, servizi digitali), può sostenere operazioni che una banca regionale faceva fatica a deliberare, e può farlo con maggiore continuità.
- Il lato da presidiare: il centro decisionale si sposta fuori dal Sud, le delibere tendono a centralizzarsi e a basarsi di più su modelli di rating standard, e in caso di sovrapposizioni di rete è possibile una razionalizzazione degli sportelli. Per una PMI che oggi ha un rapporto personale con il direttore di filiale, il rischio non è perdere il fido domani, ma affrontare il prossimo rinnovo con regole diverse.
C'è poi il ruolo di MCC. Con le cessioni, la banca pubblica esce dalla gestione diretta di reti commerciali e si concentra sulle sue funzioni istituzionali per il Mezzogiorno e sul sostegno al credito alle PMI. Le due cose non vanno confuse: la vendita delle partecipazioni non riguarda il Fondo di Garanzia per le PMI, di cui MCC è gestore, che continua a operare con tutte le banche e gli intermediari accreditati.
Cosa cambia oggi per chi è cliente: niente, ma conviene prepararsi
Finché la cessione non sarà perfezionata, e anche dopo, i contratti in essere restano validi: un cambio di azionista non cancella fidi, mutui, finanziamenti o garanzie già perfezionate, comprese quelle del Fondo di Garanzia. Eventuali migrazioni di sistemi informatici, IBAN, home banking e carte vengono comunicate con preavviso. Detto questo, i passaggi di proprietà bancaria hanno sempre un effetto concreto sui rinnovi e sulle nuove richieste di credito. Ecco cosa consigliamo alle imprese clienti delle due banche, in ordine di priorità.
| Azione | Perché |
|---|---|
| 1. Mappa le scadenze | Elenca fidi, linee di anticipo, finanziamenti e garanzie con le date di revisione: i rinnovi del 2027 potrebbero essere deliberati con le politiche del nuovo gruppo. |
| 2. Controlla la Centrale dei Rischi | Verifica che utilizzi, sconfinamenti e garanzie siano segnalati correttamente: è il primo documento che un nuovo istituto guarderà. |
| 3. Metti in ordine il dossier | Bilancio 2025, situazione contabile 2026, budget di cassa e business plan: arrivare al rinnovo con i numeri pronti cambia la trattativa. |
| 4. Apri o rafforza un secondo canale | Un secondo rapporto bancario o una linea di factoring o leasing riduce la dipendenza da un solo istituto durante la transizione. |
| 5. Verifica le garanzie pubbliche | Le garanzie del Fondo PMI già perfezionate restano; per le nuove richieste conviene sapere in anticipo quali strumenti il nuovo gruppo utilizza. |
La lezione per tutte le PMI: mai una sola banca
La vicenda BdM-Credem ricorda una regola che vale per qualsiasi impresa, cliente o no di queste banche: la dipendenza da un solo istituto è un rischio finanziario, come la dipendenza da un solo cliente. Le banche cambiano proprietà, strategie settoriali, criteri di rating; l'impresa che ha due o tre rapporti bancari attivi, linee autoliquidanti diversificate e alternative già testate (dal factoring al leasing, fino alle piattaforme fintech per le operazioni più rapide) attraversa questi passaggi senza scosse. Sul tema dello smobilizzo dei crediti come seconda fonte di liquidità abbiamo pubblicato un'analisi dedicata: factoring e smobilizzo crediti 2026.
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Credit-One è un mediatore creditizio iscritto all'OAM che lavora da vent'anni con le banche del territorio e con i grandi gruppi nazionali, nel Mezzogiorno come nel resto d'Italia. Abbiamo rivoluzionato il mondo della finanza mettendo la piattaforma di intelligenza artificiale HumanX al servizio dell'analisi: Centrale dei Rischi, bilanci e rapporti bancari letti in poche ore, mentre la relazione e il giudizio restano affidati ai nostri analisti. Per le imprese coinvolte in un cambio di banca offriamo un check-up della posizione creditizia, la verifica delle scadenze e delle garanzie in essere, il confronto con altri istituti e intermediari per costruire un secondo canale di credito, e un unico interlocutore che prepara il dossier e lo segue fino alla delibera. Il nostro compito non è farti cambiare banca: è fare in modo che la tua impresa abbia sempre più di una porta aperta.
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Fonti: comunicati di Mediocredito Centrale (13 ottobre 2026), Credem (14 ottobre 2026) e Banco di Desio e della Brianza (13 ottobre 2026), ripresi da Teleborsa e Il Sole 24 Ore Radiocor; Milano Finanza, 13 ottobre 2026; Financecommunity, 14 ottobre 2026; QN, 14 ottobre 2026; comunicati di BdM Banca sui risultati 2025 (3 febbraio 2026) e del primo trimestre 2026, ANSA sul primo semestre 2026 (4 agosto 2026); comunicati della Cassa di Risparmio di Orvieto (2 febbraio e 3 agosto 2026). Prezzi e condizioni delle operazioni sono quelli riportati dalla stampa e non sono definitivi: le cessioni sono subordinate alla firma dei contratti e alle autorizzazioni delle autorità competenti. Aggiornato al 14 ottobre 2026.
Domande frequenti
BdM Banca è stata venduta a Credem?
Non ancora. Il 13 ottobre 2026 Mediocredito Centrale ha concesso a Credem un breve periodo di trattativa in esclusiva. La cessione richiede la firma del contratto e le autorizzazioni delle autorità di vigilanza; MCC punta a chiudere la trattativa entro la fine del 2026.
Se sono cliente di BdM Banca, il mio fido o il mio mutuo cambiano?
No: un cambio di azionista non modifica i contratti in essere. Fidi, mutui, finanziamenti e garanzie restano validi. Eventuali cambiamenti operativi, come migrazioni informatiche o nuovi IBAN, vengono comunicati con preavviso. Conviene però prepararsi ai prossimi rinnovi, che saranno deliberati con le politiche del nuovo gruppo.
Le garanzie del Fondo di Garanzia PMI restano valide?
Sì. Le garanzie già perfezionate non decadono per il cambio di proprietà della banca. La vendita delle partecipazioni di MCC non riguarda il Fondo di Garanzia, che continua a operare con tutte le banche accreditate.
Cosa succede alla Cassa di Risparmio di Orvieto?
Banco Desio tratta in esclusiva l'acquisto dell'85,32% detenuto da MCC. Secondo la stampa l'offerta prevede impegni sull'occupazione e sull'autonomia del marchio. Anche in questo caso la cessione non è ancora conclusa.
Conviene cambiare banca?
Non necessariamente. Conviene piuttosto non dipendere da una sola banca: avere almeno un secondo rapporto bancario o canali alternativi come factoring e leasing rende l'impresa più forte in qualsiasi trattativa sul credito.
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Credit-One S.p.A. è un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM al n. M384. Il contenuto ha finalità informative e non costituisce offerta al pubblico né consulenza personalizzata: la concessione di qualsiasi finanziamento è subordinata alla valutazione della banca o dell'intermediario erogante.
