- Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riapre gli Accordi per l'innovazione dedicati alla filiera automotive con una dotazione di 631,02 milioni di euro, di cui il 40% riservato ai progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno.
- Contributo a fondo perduto fino al 50% dei costi per la ricerca industriale e fino al 25% per lo sviluppo sperimentale, con maggiorazioni in caso di collaborazione con organismi di ricerca, più un finanziamento agevolato fino al 20%.
- Progetti con spese tra 5 e 40 milioni e durata tra 18 e 36 mesi. Compilazione dall'11 novembre, invio delle domande dalle ore 10 del 25 novembre 2026, a sportello.
- Tra i requisiti c'è la capacità di coprire la quota di investimento non agevolata: la struttura finanziaria va preparata prima della domanda.
La transizione dell'automotive verso una mobilità più sostenibile, connessa, autonoma e sicura passa dalla ricerca. Con il nuovo intervento previsto dal Dpcm del 10 giugno 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mette a disposizione della filiera oltre 631 milioni di euro attraverso lo strumento degli Accordi per l'innovazione, finanziati dal Fondo per la crescita sostenibile. Si tratta di una misura a sportello: chi arriva preparato all'apertura ha un vantaggio concreto.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali di produzione di beni o servizi, di trasporto, artigiane di produzione o ausiliarie a queste. I centri e gli organismi di ricerca possono partecipare come co-proponenti di progetti congiunti, in aggregazioni fino a cinque soggetti.
Ai proponenti è richiesto di:
- disporre di almeno due bilanci approvati (per le società di persone in contabilità ordinaria, le ultime due dichiarazioni dei redditi);
- dimostrare la capacità di coprire la quota non agevolata dell'investimento;
- non essere in liquidazione volontaria né sottoposti a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.
Nei progetti congiunti ogni grande impresa deve sostenere almeno il 10% dei costi ammissibili e ogni PMI almeno il 5%.
Le agevolazioni
| Voce | Misura |
|---|---|
| Ricerca industriale | Contributo a fondo perduto fino al 50% dei costi ammissibili |
| Sviluppo sperimentale | Contributo a fondo perduto fino al 25% dei costi ammissibili |
| Collaborazione con organismi di ricerca | Maggiorazione di 10 punti per PMI e organismi di ricerca, di 5 punti per le grandi imprese |
| Finanziamento agevolato | Su richiesta, fino al 20% dei costi complessivi ammissibili |
| Dimensione del progetto | Spese ammissibili tra 5 e 40 milioni di euro, durata tra 18 e 36 mesi |
Sono ammissibili le spese per il personale impegnato nel progetto, gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, i servizi di consulenza, l'acquisizione o la licenza di risultati di ricerca, brevetti e know-how, oltre a spese generali e materiali in forma forfettaria. Le attività devono partire dopo la presentazione della domanda.
Date e modalità
- dall'11 novembre 2026: accesso alla piattaforma per la compilazione;
- dalle ore 10 del 25 novembre 2026: invio delle domande, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, fino a esaurimento delle risorse;
- le domande sono esaminate in ordine cronologico; se nel giorno di apertura le richieste superano le risorse, si forma una graduatoria di merito con punteggio automatico.
Servono la scheda tecnica del progetto, il piano di sviluppo e, per le iniziative congiunte, il contratto di collaborazione. L'istruttoria valuta la solidità economico-finanziaria del proponente, la coerenza con gli obiettivi, la fattibilità tecnica ed economica e la congruità delle spese.
Il punto che molti sottovalutano: la quota non agevolata
Un contributo al 50% sulla ricerca industriale e al 25% sullo sviluppo sperimentale significa che una parte rilevante del progetto resta a carico dell'impresa. Su un programma da 8 milioni con prevalenza di sviluppo sperimentale, la quota da coprire con mezzi propri o con credito può superare largamente la metà dell'investimento. Il bando lo sa, ed è per questo che la capacità di coprirla è un requisito e la solidità finanziaria è un criterio di valutazione.
Le leve per costruire una copertura credibile sono diverse e spesso si combinano:
- finanziamenti a medio-lungo termine coerenti con la durata del progetto, eventualmente assistiti da garanzia pubblica;
- linee per anticipare il contributo, così da non drenare la cassa nell'attesa delle erogazioni;
- leasing per strumenti e attrezzature;
- rafforzamento patrimoniale, quando i soci possono intervenire.
Presentare la domanda con un piano di copertura già condiviso con il sistema bancario rende il progetto più solido agli occhi del valutatore e riduce il rischio di ritardi dopo la concessione.
Errori da evitare
- Avviare le attività prima della domanda: le spese non sarebbero ammissibili.
- Arrivare allo sportello senza la parte finanziaria: la sola parte tecnica non basta.
- Sottovalutare i tempi: con una procedura a sportello, la preparazione delle settimane precedenti fa la differenza.
Come ti affianca Credit-One
Con la divisione Finanza Agevolata e la piattaforma HumanX, Credit-One analizza la posizione dell'impresa, verifica i requisiti economico-finanziari e costruisce la struttura di credito per la quota non agevolata e per l'anticipo dei contributi, dialogando con i canali bancari e finanziari convenzionati. L'obiettivo è arrivare all'apertura dello sportello con un progetto completo anche nella sua parte finanziaria.
Domande frequenti
Quando si presenta la domanda del bando automotive 2026?
La compilazione è possibile dall'11 novembre 2026 e l'invio dalle ore 10 del 25 novembre 2026, a sportello e fino a esaurimento delle risorse.
Quanto vale il contributo?
Fino al 50% dei costi ammissibili per la ricerca industriale e fino al 25% per lo sviluppo sperimentale, con maggiorazioni in caso di collaborazione con organismi di ricerca. Su richiesta si aggiunge un finanziamento agevolato fino al 20% dei costi.
Possono partecipare le piccole imprese?
Sì, il bando è aperto a imprese di qualsiasi dimensione, purché il progetto abbia spese ammissibili tra 5 e 40 milioni di euro: per le realtà più piccole è frequente la partecipazione in aggregazione.
Perché serve dimostrare la copertura della quota non agevolata?
Perché il contributo copre solo una parte dei costi: il resto deve essere finanziato dall'impresa con mezzi propri o credito, e la solidità finanziaria è valutata in istruttoria.
Vuoi capire come questa novità incide sulla tua impresa? Avvia la richiesta online in pochi passaggi: ricevi subito l'accesso alla tua area riservata e gli analisti esaminano la tua posizione.
Credit-One S.p.A. è un mediatore creditizio iscritto all'elenco OAM al n. M384. Il contenuto ha finalità informative e non costituisce offerta al pubblico né consulenza personalizzata: la concessione di qualsiasi finanziamento è subordinata alla valutazione e all'approvazione della banca o dell'intermediario erogante. Fogli informativi e documentazione di trasparenza sono disponibili nella sezione Trasparenza del sito.
